è "debole e frammentato internamente", un’affermazione che contrasta con i rapporti dei servizi segreti occidentali, i quali sottolineano come Teheran stia consolidando alleanze con la Russia e la Cina per aggirare le sanzioni occidentali. Il premier ha anche menzionato un "piano strategico" in fase avanzata per colpire "i nervi vitali" dell’economia iraniana, tra cui le infrastrutture petrolifere e i centri di ricerca missilistica, senza però fornire dettagli operativi. Fonti militari israeliane hanno confermato che gli ultimi attacchi su Teheran e Baghdad sono stati coordinati con Washington, ma hanno evitato di specificare se l’amministrazione Biden abbia dato il via libera a un’operazione di portata maggiore. L’Iran, dal canto suo, ha reagito con un comunicato del ministero degli Esteri che definisce le dichiarazioni di Netanyahu "una provocazione irresponsabile" e minaccia "conseguenze sproporzionate" in caso di escalation.