Mocha, il principale porto yemenita sul Mar Rosso, è caduto nelle mani degli Houthi in una manovra fulminea che ha lasciato le forze governative yemenite in fuga verso Dhubab, a circa 150 chilometri a sud. Secondo il comunicato diffuso dalle milizie ribelli — citato da ANSA — i combattimenti si sono conclusi senza resistenza significativa da parte delle truppe fedeli al Presidente Abdrabbuh Mansur Hadi, sostenute dall'Arabia Saudita. Gli Houthi hanno rivendicato la conquista dell'isola di Zuqar, posizionata strategicamente all'ingresso della baia di Mocha, e hanno annunciato l'avvio di una campagna di "liberazione" che punta direttamente verso lo stretto di Bab el-Mandeb, il collo di bottiglia che collega il Mar Rosso all'Oceano Indiano. Le immagini diffuse sui canali ufficiali del movimento mostrano miliziani che issano bandiere nere con i loro slogan — "Morte all'America, Morte a Israele" — sugli edifici principali di Mocha, una città che, prima della guerra, era uno dei principali hub commerciali dello Yemen, specializzata nell'esportazione di caffè e nel transito di merci verso il canale di Suez. Fonti Locali citate da la Repubblica hanno confermato che le truppe governative, dopo aver abbandonato le posizioni chiave, si sono ritirate senza ordini di resistenza, lasciando il campo libero agli Houthi. Secondo analisti militari, la mancanza di una difesa organizzata suggerisce che le forze saudite — che hanno sostenuto il governo di Hadi con aerei e artiglieria — abbiano priorità altrove, probabilmente concentrandosi sulla difesa di Aden, l'ultima roccaforte governativa sul Mar Rosso. L'avanzata degli Houthi non è stata solo militare, ma anche propagandistica. In un video diffuso attraverso i canali Telegram controllati dal movimento, un portavoce ha dichiarato: "Mocha è solo l'inizio. La nostra rivoluzione non si fermerà finché non avremo liberato tutto lo Yemen e garantito la Sicurezza dei nostri porti per i popoli oppressi". La scelta di Mocha come obiettivo non è casuale: la città controlla una parte cruciale della rotta che collega l'Asia all'Europa, e la sua caduta riduce ulteriormente la capacità delle forze saudite di monitorare le attività navali nella regione. Gli Houthi, infatti, hanno già dimostrato di essere in grado di colpire navi commerciali e militari nel Mar Rosso, minacciando il transito di petroliere e container diretti verso il canale di Suez.