nazione, tenutosi a Puebla lo scorso 15 settembre, aveva parlato di una «riduzione drastica della violenza» grazie alle sue politiche di dialogo con i cartelli, senza mai menzionare le sparizioni. Secondo il rapporto dell’ONU, però, i centri di detenzione illegale gestiti dalle forze di sicurezza — come quello scoperto a Tijuana nel 2025, dove erano stati rinvenuti 34 cadaveri — sono solo la punta dell’iceberg. Le indagini hanno rivelato che molte vittime sono state sparite dopo essere state arrestate per reati minori, come furto o guida in stato di ebbrezza, e poi consegnate ai cartelli in cambio di tangenti. L’ONU cita testimonianze di familiari che hanno descritto come le autorità locali bloccassero le ricerche se i parenti chiedevano spiegazioni troppo insistenti. Il governo messicano ha respinto le accuse con un comunicato ufficiale, definendo il rapporto «un attacco infondato contro la sovranità nazionale». Il ministro degli Esteri, Marcelo Ebrard, ha sottolineato che il Messico ha già recuperato 16.000 persone nel 2026, una