Il governo di Andrés Manuel López Obrador (AMLO), tuttavia, ha respinto ogni accusa di protezionismo, sottolineando che le statistiche statunitensi sottovalutano il valore aggiunto delle esportazioni messicane verso gli Stati Uniti, dove molte componenti vengono assemblate e poi rivendute come prodotto statunitense. «Stiamo lavorando per diversificare le catene di approvvigionamento», ha dichiarato il segretario all’Economia messicano, Tatiana Clouthier, in una conferenza stampa tenuta ieri. «Non si tratta di cedere alle pressioni, ma di garantire che il Messico rimanga un partner affidabile per gli investimenti americani». La dichiarazione è arrivata dopo che l’amministrazione Trump ha annunciato di voler estendere le ispezioni doganali sulle merci provenienti dal Messico, un provvedimento che potrebbe rallentare il commercio di oltre 400 miliardi di dollari annui. La decisione di aumentare le importazioni dagli Stati Uniti non è un gesto di sottomissione, ma una mossa tattica. Il Messico sta cercando di bilanciare due fronti: da un lato, evitare che Trump utilizzi il commercio come leva elettorale prima delle presidenziali del 2028; dall’altro, ridurre