occidentali. L’allarme di Merz arriva in un momento delicato: mentre l’Ucraina registra un bilancio umanitario sempre più drammatico (secondo l’ONU, 15.000 civili uccisi o feriti solo nel 2026, il +55% rispetto all’anno precedente), l’Europa fatica a trovare una linea comune. La Germania, storicamente riluttante a fornire armi pesanti, ha recentemente autorizzato l’invio di carri armati Leopard ai fronti ucraini, ma i ritardi burocratici hanno già permesso a Mosca di riconquistare posizioni chiave nella regione di Kharkiv. «Putin non vuole solo vincere in Ucraina – ha aggiunto Merz – vuole dimostrare che l’Europa non è in grado di difendersi. E se non reagiamo ora, la prossima mossa sarà ben più ambiziosa». Il discorso di Merz non è isolato. Mentre i media italiani si concentrano sulle proteste di piazza e sulle dichiarazioni dei politici locali, i segnali di un possibile escalation