Brasile e Argentina chiedono una ripartizione proporzionale delle esportazioni basata sui volumi produttivi effettivi, mentre il Paraguay pretende una quota fissa al venticinque percento del totale negoziato con Bruxelles, paralizzando il vertice straordinario convocato per sbloccare l'impasse diplomatico sul settore agricolo. Stando alle notizie diffuse dall'agenzia ANSA, il confronto tra le delegazioni sudamericane si è interrotto bruscamente dopo che i rappresentanti di Asunción hanno rifiutato la proposta di compromesso avanzata da Brasilia e Buenos Aires, che prevedeva correttivi legati alle dimensioni territoriali e alla capacità di macellazione industriale dei singoli Stati membri dell'area di libero scambio. La trattativa sul dossier alimentare, inserita nel più ampio e complesso quadro delle relazioni commerciali tra i due blocchi continentali, evidenzia la fragilità strutturale di un'Organizzazione nata decenni fa per coordinare le politiche doganali sudamericane ma regolarmente frenata dagli interessi nazionalistici dei singoli governi. Le autorità brasiliane e argentine insistono sulla necessità di riflettere i rapporti di forza reali della produzione zootecnica regionale, ribadendo che una quota fissa sproporzionata penalizzerebbe i produttori maggiori a favore di economie con volumi di esportazione inferiori, mentre il governo paraguayano difende la propria posizione invocando i criteri di perequazione economica stabiliti nei trattati costitutivi originari del Mercato comune.