che su una strategia coerente, e Witkoff, nominato nel 2025 come "de facto" interlocutore di Putin dopo il fallimento di Blinken, sono arrivati a Oslo con un unico obiettivo: evitare che l’Ucraina venga espulsa dall’ONU. Il timore è che, se Kiev non accetta un qualche compromesso (anche il più assurdo), la Russia blocchi i voti in Consiglio di sicurezza e l’Ucraina venga declassata a "stato non membro osservatore", come già successo alla Palestina negli anni ’70. Il problema è che, a differenza di allora, l’Ucraina non è un territorio palestinese: è un Paese con un esercito ancora in grado di resistere, e con una popolazione che non ha intenzione di arrendersi. Secondo fonti interne al governo ucraino, citate da