— due figure chiave del suo governo — non è nuovo. Darmanin, storico alleato di Macron, ha guidato la repressione delle manifestazioni più violente degli ultimi anni, ma è anche l’unico ministro a sfidare apertamente il presidente su questioni di sicurezza. La sua eventuale caduta avrebbe aperto una crisi di successione in un dicastero cruciale per l’equilibrio interno della Francia, dove il controllo delle manifestazioni è diventato un test permanente per la stabilità del paese. Macron, da parte sua, ha sempre evitato di sostituire ministri in carica durante periodi di instabilità, preferendo invece riorganizzare i poteri dall’alto. La sua strategia — che ha funzionato con il ministro dell’Economia Bruno Le Maire — ora sembra scontrarsi con la realtà di un ministero dell’Interno sempre più sotto pressione. La questione non riguarda solo la gestione delle proteste. In un paese dove