cortocircuito durante un concerto, lo ridusse in cenere, lasciando solo le strutture portanti e la facciata neoclassica. I lavori di restauro, durati cinque anni, sono stati finanziati al 70% dal Pnrr e al 30% dal governo portoghese, con un investimento totale di 20 milioni. «È un ritorno alla nostra identità culturale», ha dichiarato il ministro della Cultura portoghese, António Marinho e Pinto, sottolineando come il teatro diventi ora «un hub per la cooperazione lusofona». La scelta di non includere il teatro tra i progetti prioritari del Pnrr fino al 2024 ha sollevato critiche da parte di storici e architetti, che lo definivano «un simbolo della memoria nazionale». Ma la riapertura del Dona Maria II non è solo una questione di patrimonio. Mentre il Portogallo negozia con l’UE il proprio ruolo nel Green Deal, la cessione di Galp a Cnooc — approvata nonostante le resistenze della Commissione europea — segnala una svolta. La Cina,