L'attacco americano, il primo registrato da settimane, è stato motivato dalla necessità di impedire il lancio di razzi destinati a disseminare ordigni nel passaggio marittimo. Nuovi raid mirati contro le medesime installazioni iraniane sono Stati compiuti anche Nella giornata di martedì, secondo quanto riferito dalle autorità militari. La presenza di mine nello stretto di Hormuz rappresenta uno dei nodi cruciali e più dibattuti dell'attuale conflitto in Medio Oriente. Per Teheran, la gestione di questi dispositivi costituisce uno strumento di deterrenza essenziale per affermare il controllo sulla rotta commerciale attraverso i pattugliamenti e i lanci di missili e droni contro le petroliere. Per aggirare le difficoltà tradizionali legate all'impiego di navi spargi-mine, l'Iran avrebbe tentato di introdurre sistemi innovativi basati sull'uso di razzi in grado di rilasciare gli ordigni direttamente in volo prima del contatto con la superficie Marina. Sull'effettivo funzionamento di questa Tecnologia permangono tuttavia forti dubbi da parte degli osservatori militari. Le mine marittime impiegate possono galleggiare o restare ancorate ai fondali tramite appositi cavi, esplodendo al solo passaggio o alla vicinanza di un'imbarcazione e causando danni tali da bloccare la navigazione mercantile. Per mesi l'esecutivo iraniano ha sostenuto la propria posizione strategica facendo leva sulla potenziale minaccia invisibile lungo uno dei tratti di mare più trafficati del pianeta.