ucraine, già colpite da 120 raid russi nel solo mese di settembre. Il problema non è la cifra in sé — l’UE ha già approvato un fondo di emergenza da 50 miliardi per l’Ucraina nel 2024 — ma la velocità e la condizionalità imposte da Kiev. I 70 miliardi richiesti non sono un supplemento, ma un salto rispetto agli stanziamenti precedenti: si tratta di una somma pari al PIL annuale della Croazia, e la sua destinazione non è chiara. Secondo fonti interne al Consiglio europeo, Zelensky ha omesso di specificare come verranno utilizzati i fondi, se per la ricostruzione, per l’acquisto di armi o per coprire il deficit di bilancio ucraino, che nel 2026 è salito al 42% del PIL. La mancanza di dettagli ha spiazzato i negoziatori europei, tra cui il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che ha dichiarato: “Non possiamo impegnare risorse senza una strategia condivisa. L’Ucraina deve dimostrare come intende spendere questi soldi, altrimenti rischiamo di finanziare un buco nero”. La vera posta in gioco, però, non sono i soldi. È