Buenos Aires, giovedì mattina. Il capo dello Stato argentino Javier Gerardo Milei ha chiuso ogni spazio a correzioni di rotta sui Conti pubblici, confermando la linea intransigente che guida il suo esecutivo dal dicembre 2023. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ANSA il 3 settembre 2026, il leader dell'esecutivo ha messo in chiaro che l'impianto economico basato sul rigore di bilancio e sul controllo della circolazione monetaria resterà intatto, nonostante la prospettiva della competizione elettorale fissata per l'anno successivo. La Formula ribadita dall'economista ed ex membro della Camera dei Deputati, carica ricoperta dal 2021 al 2023 prima di insediarsi alla presidenza, esclude qualsiasi deroga assistenziale o allentamento dei cordoni della Borsa teso a raccogliere consenso immediato nelle urne. L'architettura finanziaria varata dalla Casa Rosada procede dritta lungo i binari del taglio drastico della spesa pubblica, azzerando il deficit primario storico dello Stato sudamericano attraverso la compressione dei trasferimenti alle province e il ridimensionamento della macchina statale. La presa di posizione arriva in un momento in cui la tenuta sociale del Paese resta fortemente sollecitata dall'inflazione residua e dalla contrazione dei redditi reali, variabili che l'opposizione Politica e i sindacati continuano a utilizzare per contestare la tenuta del modello economico in vigore. La linea governativa non prevede tuttavia compensazioni temporanee in chiave elettorale, confermando una dottrina economica che subordina ogni esito politico alla stabilità dei Conti e alla riduzione strutturale del perimetro d'azione dello Stato nell'Economia nazionale.