civili, senza però spiegare perché due volontari della Croce Rossa — visibilmente in divisa — siano finiti nel mirino. Il villaggio di Bint Jbeil, a soli 15 chilometri dal confine con Israele, è diventato negli ultimi due anni il simbolo della resilienza libanese. Qui, tra le macerie di case bombardate e i campi profughi palestinesi sovraffollati, la popolazione ha ricostruito le proprie vite con l’aiuto di organizzazioni umanitarie internazionali. La Croce Rossa libanese, che opera nella zona da decenni, ha sempre evitato di criticare apertamente Israele, limitandosi a chiedere “cessate il fuoco umanitari” per consentire l’evacuazione dei feriti. Ora, però, la scelta di inviare due volontari in auto — invece che a piedi o in moto, come di solito accade — ha scatenato l’ira di Tel Aviv. Fonti militari israeliane, citate da Haaretz, hanno confermato che l’attacco è stato eseguito da un drone Harpy, un sistema di crociera non pilotato in grado di individuare e colpire obiettivi mobili. L’arma, sviluppata in collaborazione con la Germania, è stata acquistata da Israele nel 2022 e impiegata per la prima