In un centro di detenzione di Brownsville, dove le sue condizioni di salute — diabete di tipo 2 e ipertensione cronica — erano state documentate dagli stessi funzionari statunitensi. Tuttavia, secondo il rapporto medico-legale presentato dalla famiglia, le cure erano state ritardate fino a quando non era troppo tardi. Il corpo di R. è stato rimpatriato il 18 settembre, dopo che le autorità messicane avevano ottenuto un’autorizzazione d’emergenza per il trasferimento post mortem. Nel certificato di morte, redatto da un medico forense messicano, si legge che la causa immediata del decesso fu un arresto cardiaco conseguente a un’ipoglicemia non trattata. La denuncia formale, depositata il 15 ottobre presso la Procura federale di Nuevo Laredo, chiede un’inchiesta internazionale per violazione dei diritti umani e omicidio colposo. Il procuratore federale, Adriana V. L., ha dichiarato: «Questo caso non è un incidente isolato. Dal 2025, diciotto migranti sono morti in custodia ICE, e in almeno sei casi le cause erano direttamente legate a negligenza medica o condizioni inumane». Tra questi, il caso più mediatico è stato quello di Maria T., una donna guatemalteca deceduta nel 2025 dopo aver partorito in un centro di detenzione di McAllen, Texas, senza accesso a un parto assistito. Nel suo caso, l’ICE aveva inizialmente negato l’accesso a