viene ora posta in una posizione di estrema vulnerabilità. La minaccia nucleare non è nuova nella retorica di Putin — ma questa volta è accompagnata da un dettaglio cruciale: l’abrogazione della clausola costituzionale lituana, che finora ha impedito la presenza di armi nucleari sul suo territorio. Se Vilnius procederà, come annunciato, il Paese baltico diventerà il primo membro della UE ad aprirsi alla possibilità di ospitare ordigni nucleari stranieri, aprendo una faglia nell’unità occidentale. La Lituania, infatti, non è solo un alleato della NATO, ma anche un attore chiave nella strategia di contenimento russo nell’Europa orientale, grazie alla sua posizione geografica e alle sue infrastrutture militari. La risposta di Vilnius non si è fatta attendere. Il governo di Gitanas Nausėda ha ribadito che la modifica costituzionale è parte di una strategia più ampia per rafforzare la deterrenza contro la Russia, ma ha anche sottolineato che la Lituania non ha intenzione di ospitare armi nucleari sul proprio suolo. Tuttavia, la clausola che vieta esplicitamente le armi di distruzione di massa — introdotta dopo la fine della