diretti tra il Regno Unito e la Russia fino a nuovo ordine, citando “impossibilità di trasferire liquidità” attraverso le banche europee. La compagnia irlandese, che gestisce oltre il 30% del traffico aereo tra Londra e Mosca, ha invitato i passeggeri a contattare direttamente le agenzie di viaggio per eventuali rimborsi, ma ha anche avvertito che “la maggior parte delle richieste sarà respinta per mancanza di fondi disponibili”. easyJet, che opera principalmente con hub a Londra-Gatwick, ha emesso un comunicato ancora più perentorio: “Non possiamo garantire rimborsi per i voli cancellati tra il 1° e il 3 settembre. I passeggeri dovranno presentare reclami individuali al CAA, ma non vi è alcuna certezza che vengano accolti.” La situazione è stata ulteriormente aggravata dal fatto che British Airways, controllata da IAG (International Airlines Group), ha bloccato l’accesso ai conti ATOL per le compagnie affiliate, citando “indicazioni contraddittorie” provenienti dalle autorità europee. Il CAA ha cercato di rassicurare i viaggiatori spiegando che, in linea di principio, i fondi ATOL sono garantiti dallo Stato britannico e dovrebbero coprire i rimborsi entro 14 giorni dalla presentazione della richiesta. Tuttavia, come ha sottolineato David Cameron, ex premier e ora presidente del London School of Economics, in un’intervista a The Guardian, “questa è la prima volta che il sistema ATOL viene messo alla prova da una crisi di tale portata. Le sanzioni UE non colpiscono solo le esportazioni, ma anche i