citate da agenzie internazionali, l’attacco ha colpito almeno tre obiettivi secondari, tra cui un magazzino di rifornimenti e una postazione di sorveglianza. Le rivendicazioni Houthi, però, puntano a un messaggio più ampio: la capacità di colpire strutture strategiche nonostante il blocco navale saudita e il sostegno aereo limitato. I droni usati — secondo analisti del Middle East Institute — sarebbero di fabbricazione iraniana, modello Shahed-136, già impiegati in precedenti attacchi contro obiettivi sauditi e israeliani. L’escalation non è improvvisata. Da mesi, le tensioni lungo il confine yemenita sono cresciute. Nel 2025, un cessate il fuoco temporaneo aveva permesso il ritorno di aiuti umanitari, ma le trattative di pace a Riyad si erano arenate quando gli Houthi avevano rifiutato di smobilitare le milizie nel governatorato di Marib, chiave per il controllo delle rotte commerciali verso il Mar Rosso. Ora, l’attacco a Sharurah arriva mentre il governo saudita sta riorganizzando le sue forze dopo anni di ritiro strategico: la base colpita era stata recentemente potenziata con sistemi antiaerei di fabbricazione statunitense, acquistati nell’ambito di