Elettorato di destra. La decisione di Gantz non è solo un episodio elettorale, ma un segnale di una crisi più profonda che affligge Israele da anni. Il suo ritiro arriva in un momento in cui il Paese è diviso tra una base elettorale frammentata, un sistema politico che premia le alleanze temporanee più che i programmi di lungo termine, e una società sempre più polarizzata. Gantz, 62 anni, aveva costruito la propria carriera politica sulla promessa di “salvare Israele dalla deriva”, ma i suoi tentativi di mediazione tra le fazioni estreme — sia a destra che a sinistra — sono stati costantemente sabotati da alleati inaffidabili e da alleanze che si sgretolavano non appena il conflitto con Hamas o Hezbollah riaccendeva le tensioni. Il suo abbandono lascia un vuoto strategico. Gantz era l’unica figura in grado di articolare un discorso di “moderazione” all’interno del blocco di destra, un