che non può più essere ignorata”. Secondo fonti interne al ministero dell’Interno, le richieste di rinforzi da parte dei prefetti erano state respinte nelle ore precedenti le proteste, mentre le unità anti-sommossa erano state disperse in operazioni di routine. Le proteste, scatenate dalla decisione del governo di Macron di estendere lo stato di emergenza per “garantire la sicurezza nazionale” dopo gli attacchi missilistici russi in Ucraina, hanno rivelato una frattura profonda tra l’esecutivo e la società civile. I manifestanti, che vanno dai sindacati ai gruppi di sinistra radicale, hanno accusato il presidente di “dittatura tecnocratica”, mentre i video circolati sui social mostrano poliziotti che usano spray al peperoncino su civili inermi. Secondo il sindaco di Lione, Grégoire Couchelin, “la risposta dello Stato è stata non solo inadeguata, ma anche disorganizzata: abbiamo visto unità di polizia che si ritiravano senza copertura, lasciando interi quartieri alla mercé dei teppisti”. Macron, che aveva