la pena di morte con una frequenza record, ha giustiziato 18 condannati nel 2026 — il numero più alto dal 2012. Questo dato, però, non riflette solo una scelta politica di linea dura, ma anche una strategia giuridica e logistica che ha accelerato i processi di esecuzione. Mentre altre giurisdizioni negli Stati Uniti hanno rallentato o sospeso le pene capitali per problemi procedurali o moratorie giudiziarie, la Florida ha adottato un approccio diverso: riduzione dei ricorsi in appello, utilizzo di farmaci meno controversi (come il midazolam, nonostante le critiche mediche) e una gestione centralizzata delle esecuzioni da parte del dipartimento correzionale statale. Nel 2025, il governatore Ron DeSantis aveva firmato una legge che limitava i ricorsi basati su nuove prove scientifiche, accelerando così i tempi tra condanna e esecuzione. Ma dietro la freddezza statistica si nasconde un dettaglio geopolitico spesso trascurato: la Florida non è solo un laboratorio di politiche penali aggressive, ma anche un hub strategico per gli interessi statunitensi nel