Flávio Bolsonaro **ripercorre il simbolo dell'attentato al padre**
Flávio Bolsonaro **ripercorre il simbolo dell'attentato al padre**
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Juiz de Fora, 10 settembre. Flávio Nantes Bolsonaro, candidato alla presidenza del Brasile per il Partito Liberale (PL), è tornato oggi sul luogo dove il padre, Jair Bolsonaro, fu pugnalato nel marzo 2018. Secondo l'agenzia ANSA, la visita — avvenuta durante una tappa della sua campagna elettorale — ha riaperto il dibattito su come la memoria di quella ferita sia diventata un pilastro della sua strategia politica. Il candidato ha posato per foto in prossimità del punto esatto dell'aggressione, senza però menzionare esplicitamente l'evento durante il comizio.
Il 10 settembre, a Juiz de Fora, città dello Stato di Minas Gerais dove Jair Bolsonaro fu ferito nel 2018, Flávio Nantes Bolsonaro ha ripercorso simbolicamente la scena che ha segnato il destino politico del padre. Secondo quanto riportato dall'ANSA, il candidato presidenziale ha visitato il luogo dove, il 6 marzo 2018, Bolsonaro senior fu pugnalato alle costole da un militare durante un comizio. L'attentato — che avrebbe potuto costargli la vita — fu rivendicato da un oppositore radicale, ma il movente politico rimase ambiguo: alcuni lo interpretarono come un gesto estremo contro le posizioni di destra del leader, altri come una reazione a dichiarazioni misogine e omofobe da lui pronunciate in passato.
La visita di Flávio Bolsonaro a Juiz de Fora coincide con una fase chiave della campagna elettorale, dove la memoria dell'attentato del 2018 è stata **strumentalizzata** come pilastro della narrazione familiare e politica. Il candidato ha evitato di citare esplicitamente l'evento durante il suo intervento, ma la scelta di recarsi sul luogo ha inviato un segnale chiaro: la ferita del padre è stata trasformata in un simbolo di resilienza e legittimazione del progetto politico. Foto e video diffusi sui social mostrano Bolsonaro Junior in posa vicino al punto dell'aggressione, circondato da sostenitori che brandiscono bandiere del PL e striscioni con il suo nome.
La strategia **riprende un modello già adottato dal padre**, che ha costruito la propria leadership su una narrativa fondata sulla resilienza dopo l'aggressione. Jair Bolsonaro, pur non candidandosi per un terzo mandato consecutivo, continua a influenzare la narrazione attraverso discorsi indiretti e la presenza mediatica dei figli. Flávio, in particolare, ha costruito la propria campagna sul binomio "eredità" e "continuità", sottolineando come la sua ascesa sia il frutto naturale di una tradizione politica che ha resistito a tentativi di eliminazione fisica. Durante un comizio a São Paulo lo scorso mese, aveva dichiarato: "Il Brasile ha bisogno di una famiglia che sappia difendere i suoi valori. Mio padre ha pagato con il sangue per questo. Ora tocca a noi portare avanti la sua opera".
Il luogo dell'attentato — un centro commerciale di Juiz de Fora — è diventato un locus sacro della retorica bolsonarista. Nel 2020, Jair Bolsonaro vi tornò per la prima volta dopo la guarigione, circondato da migliaia di sostenitori che lo acclamavano. La visita di Flávio, quindi, non è solo un gesto personale, ma un atto politico: ribadire che la linea di continuità con il padre è intoccabile. L'aggressione del 2018, che avrebbe potuto spezzare la dinastia, è ora il fondamento stesso della sua legittimità.
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