DISTRUTTE 42 BOMBE CHIMICHE DEL REGIME DI BASHAR AL ASSAD
Distrutte 42 bombe chimiche del regime di bashar al assad
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Damasco, 4 settembre 2026. Il governo siriano, in collaborazione con le Nazioni Unite, ha avviato le operazioni di bonifica e distruzione dei resti del programma di armi chimiche appartenuto a Bashar al Assad. La missione, confermata Venerdì dall'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, mira a eliminare materie prime, munizioni e impianti residui utilizzati dal precedente regime, deposto nel dicembre 2024, durante la guerra civile iniziata nel 2011 e conclusasi con l'offensiva delle forze guidate da Ahmed al Sharaa.
La distruzione delle scorte è stata ratificata a seguito dell'invio di una squadra tecnica da parte dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, che ha certificato l'avvenuta neutralizzazione di 42 bombe. I materiali, che includono Sostanze letali analoghe a quelle impiegate in passato contro la popolazione civile siriana, erano stati individuati nel maggio 2026 durante un'ispezione mirata. Parallelamente alla bonifica fisica, l'apparato giudiziario siriano ha proceduto, all'inizio del 2026, all'arresto di 18 persone sospettate di aver collaborato attivamente allo sviluppo del programma bellico di Bashar al Assad. Tra gli indagati figurano alti funzionari militari, figure del Mondo politico e tecnici specializzati. La gestione di questi materiali si è resa urgente anche in ragione della situazione di instabilità regionale, segnata nel 2025 da frequenti attacchi israeliani in territorio siriano. Ibrahim Olabi, rappresentante siriano presso le Nazioni Unite, ha dichiarato pubblicamente che tali operazioni militari mettono a rischio la Sicurezza della missione Internazionale e dell'equipe tecnica impegnata sul campo, ostacolando di fatto la messa in Sicurezza delle prove necessarie per ricostruire le responsabilità del passato regime nella produzione e nell'uso di gas nervino e altre Sostanze proibite.
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