Il provvedimento legislativo, reso noto attraverso i canali ufficiali e rilanciato dalle corrispondenze dell'agenzia ANSA, interviene direttamente sull'architettura burocratica che per decenni ha regolato i rapporti di lavoro tra il capitale estero e la forza lavoro locale. Fino a oggi, le compagnie Internazionali insediate nel territorio cubano erano obbligate a reclutare i dipendenti tramite agenzie statali delegate, un sistema che non solo centralizzava la gestione del personale ma tratteneva la gran parte delle valute estere versate dalle aziende sotto forma di salari, convertendole in pesos cubani svalutati. Il nuovo testo normativo rende facoltative le agenzie del governo e amplia contestualmente le possibilità di apertura per le imprese straniere, modificando radicalmente le Condizioni operative all'interno dei settori chiave dell'economia dell'isola. La misura si inserisce in un quadro di riforme economiche progressive avviate per attrarre investimenti esteri in un momento di acuta crisi di liquidità e di carenza cronica di beni di consumo primari. Le aziende estere potranno così trattare direttamente i compensi e le Condizioni contrattuali con i lavoratori, aggirando il monopolio amministrativo che ha storicamente caratterizzato il mercato del lavoro cubano e ridefinendo i margini di autonomia gestionale per chi decide di investire nel paese caraibico.