di tensione economica cronica: Cuba ha registrato un calo del 12% della produzione di riso e grano negli ultimi due anni, mentre i prezzi internazionali dei cereali hanno raggiunto livelli record dopo i disordini in Ucraina. Il vero salto, però, non è nella quantità di terra messa a disposizione — già gestita in parte da privati sotto regimi precedenti — ma nella flessibilità concessa al mercato. Fino a oggi, i terreni statali erano assegnati a prezzi simbolici o gratuitamente, ma con vincoli rigidissimi: i produttori dovevano coltivare solo colture approvate dal governo, con quote di produzione fissate da Havana. La nuova legge, invece, permette di scegliere le specie, di commerciare liberamente i surplus e — per la prima volta — di monetizzare i terreni stessi, seppur con un tetto al valore di trasferimento. Questo dettaglio non è secondario: in un’isola dove il dollaro americano è ancora