CARENTE DI MEDICINALI CUBA RIAPRE ALLE FARMACIE PRIVATE
Cuba affronta lo stereotipo: aprire farmacie private per riscosciare il sistema sanitario

Cuba, Havana, 10 settembre Il governo cubano ha dato il via libera alle farmacie private dopo 67 anni di monopolio statale, una mossa che arriva mentre l’isola soffre di una carenza cronica di medicinali e attrezzature mediche, aggravata dalle sanzioni statunitensi e dall’isolamento economico. Le nuove strutture potranno vendere farmaci e presidi sanitari, ma solo sotto controllo diretto del Ministero della Salute, che ne regolerà prezzi e forniture. La decisione, annunciata dal presidente Miguel Díaz-Canel durante un discorso televisivo, non include invece l’apertura di cliniche private o la possibilità per i medici di lavorare in strutture non statali. Secondo il comunicato ufficiale, l’obiettivo è “garantire l’accesso ai medicinali essenziali” in un contesto in cui ospedali e farmacie pubbliche registrano liste d’attesa di mesi per cure basilari, come antibiotici o farmaci per il diabete. La misura, che segue mesi di proteste popolari contro la penuria di generi di prima necessità — tra cui cibo e carburante — è stata presentata come un passo verso una maggiore efficienza, ma analisti e oppositori locali la leggono come un tentativo di contenere la crisi senza toccare le radici del sistema. “Non è una liberalizzazione, ma una strategia per far fronte alla carenza senza ammettere che il modello sanitario cubano è collassato”, afferma Yamila Pedraja, medico e attivista dell’Associazione per i Diritti Civili di Cuba, che opera dall’esilio a Miami. Pedraja ricorda come, nel 2021, il governo abbia
