Il comunicato diffuso dalle autorità cubane non lascia spazio a interpretazioni diplomatiche di facciata, utilizzando toni duri per descrivere l’impatto delle sanzioni economiche vigenti. Stando a quanto riferito dall'agenzia ANSA, il Ministro degli Esteri ha esplicitamente collegato le difficoltà vissute dalla popolazione locale alle decisioni prese oltre lo Stretto della Florida. L'accusa di aggressione crudele e spietata si inserisce in un solco narrativo che il governo cubano utilizza da tempo per inquadrare le limitazioni commerciali e finanziarie imposte dagli Stati Uniti. Nonostante la natura ciclica di tali dichiarazioni, il governo di L’Avana insiste nel sottolineare come il blocco operi non solo come una barriera economica, ma come un volano attivo nel deterioramento delle Condizioni di vita quotidiana. Le autorità locali sostengono che la strategia americana miri a strangolare le risorse essenziali, rendendo impossibile la normale gestione dei servizi pubblici e la distribuzione di beni di prima necessità. Nessuna replica o commento ufficiale è stato diramato dalla Casa Bianca in merito a queste specifiche dichiarazioni del 4 settembre 2026. L’assenza di una risposta immediata da parte di Washington conferma la distanza incolmabile tra le due capitali, dove il dialogo su temi umanitari rimane subordinato a una logica di scontro frontale che non prevede, al momento, alcuna fase di distensione.