CROLLO DEL 62% PER IL TURISMO A CUBA DA GENNAIO A LUGLIO
Crollo del 62% per il turismo a cuba da gennaio a luglio
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Roma, 3 settembre 2026. Solo 420mila visitatori hanno raggiunto Cuba nei primi sette mesi dell'anno, segnando un crollo verticale del 62 per cento rispetto allo stesso periodo precedente, mentre il calo più consistente arriva direttamente dal Canada.
Stando all'agenzia ANSA, che riporta i dati ufficiali elaborati sulla base delle presenze registrate nei primi sette mesi dell'anno, l'isola caraibica ha visto transitare appena 420mila visitatori, confermando una tendenza al ribasso che svuota alberghi, resort e arterie tradizionalmente animate dai flussi Internazionali. Tra le provenienze tradizionali che sostenevano l'industria dell'ospitalità locale, è il Canada a registrare la contrazione più pesante in termini assoluti e percentuali, riducendo drasticamente il numero dei vacanzieri che storicamente scelgono le spiagge cubane per i soggiorni invernali ed estivi. I dati diffusi non lasciano spazio a interpretazioni di segno diverso, certificando come la desertificazione dei flussi turistici colpisca un settore considerato vitale per l'economia dell'isola, da anni stretta nella morsa di una crisi strutturale che impedisce persino la manutenzione ordinaria delle infrastrutture ricettive. Le limitazioni nei collegamenti aeree, l'aumento dei costi operativi e la concorrenza spietata di altre mete caraibiche come la Repubblica Dominicana e il Messico completano un quadro di isolamento commerciale che si riflette direttamente sulla tenuta dei Conti pubblici dell'Avana. La drastica riduzione delle presenze straniere si traduce immediatamente nell'impossibilità di raccogliere quella valuta estera necessaria per importare beni di prima necessità, dai generi alimentari ai medicinali, acuendo una penuria generalizzata che spinge migliaia di cittadini a tentare la via dell'emigrazione. Le agenzie di viaggio Internazionali registrano una disaffezione progressiva verso la destinazione, penalizzata da servizi alberghieri spesso inadeguati, interruzioni sistematiche dell'energia elettrica e una rete di trasporti interni al collasso.
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