Stando a quanto riportato dall'Agenzia Nazionale Stampa Associata, la diminuzione delle emissioni di CO2 pari all'uno per cento in Cina coincide temporalmente con il conflitto in corso in Iran. Il dato si inserisce in un quadro che vede i consumi di petrolio contrarsi in modo sensibile nel Paese asiatico, registrando una flessione rilevante nella domanda energetica legata ai trasporti e alla mobilità. Questa contrazione dell'utilizzo di greggio rappresenta il fattore principale alla base della riduzione complessiva delle emissioni registrata sul territorio cinese durante la fase acuta della crisi mediorientale. Nel frattempo, i canali ufficiali di informazione e i dispacci d'agenzia confermano che la trasformazione del parco veicolare interno sta giocando un ruolo determinante in questa dinamica, con una progressione costante dei veicoli elettrici sulle strade delle principali metropoli e lungo le arterie commerciali della Repubblica Popolare. L'agenzia di stampa evidenzia come la combinazione tra il rallentamento della domanda petrolifera e la diffusione della mobilità a batteria stia incidendo direttamente sui bilanci energetici nazionali, modificando i parametri tradizionali con cui Pechino misura il proprio impatto ambientale in tempi di tensione geopolitica Internazionale.