può più ignorare la deriva populista” e che i cristiano-democratici dovranno “riflettere su una nuova alleanza con Sinistra e Verdi” per contrastare l’ascesa dell’Afd. Intanto, il ministro degli Esteri francese, Stéphane Séjourné, ha avvertito che “l’Europa non può permettersi di lasciare spazio ai partiti che minano le democrazie europee”, sottolineando che la Francia monitora da vicino le possibili conseguenze di un eventuale ingresso dell’Afd nel governo federale tedesco. La vicenda non riguarda solo la Germania, ma la tenuta stessa del progetto europeo. L’Afd ha vinto la Sassonia-Anhalt con il 33% dei voti, superando di quasi dieci punti la Cdu e mettendo in crisi la coalizione di Scholz, che dipendeva proprio dal sostegno dei cristiano-democratici. Il risultato ha scatenato una reazione immediata a Bruxelles: l’Ue ha sempre considerato l’Afd un partito “euro-scelta” e “anti-immigrazione”, ma ora la questione si sposta sul piano pratico. Se l’Afd dovesse entrare nel