La volontà di Bruxelles, ma la capacità di agire. Da quando l’Ucraina è stata invasa nel 2022, l’UE ha imposto cinque pacchetti di sanzioni, congelando beni per oltre 300 miliardi di euro e limitando le esportazioni di tecnologie critiche. Ma i risultati sono stati parziali. La Russia ha trovato aggiri attraverso Paesi terzi, come la Turchia e gli Emirati Arabi Uniti, e ha continuato a vendere petrolio e gas a prezzi scontati, finanziando così la propria macchina bellica. Ora, però, la Commissione sembra aver capito che senza il supporto strategico di Washington, le misure restano inefficaci. Il portavoce ha sottolineato che «l’azione coordinata con gli Stati Uniti è essenziale per colpire davvero le strutture economiche che sostengono la guerra». Ma c’è un dettaglio che non viene mai menzionato nei comunicati ufficiali: le sanzioni, pur essendo state imposte con rigore, non hanno raggiunto gli obiettivi strategici