Gama non è un caso isolato. Nel 2023, il regista Bruno Barreto, vincitore di due Oscar, aveva denunciato pressioni simili dopo aver girato un documentario sulla corruzione nell’industria petrolifera brasiliana, settore controllato dall’azienda statale Petrobras. All’epoca, la Polizia Federale aveva aperto un’inchiesta per «violazione del segreto industriale», ma nessun indagato è stato mai incriminato. Nel 2024, il giornalista Glauco Faria, autore di un’inchiesta su presunti finanziamenti illeciti al Partito dei Lavoratori (PT), ha visto la sua redazione assaltata da agenti in borghese mentre lavorava a un articolo su presunte connivenze tra esponenti del governo e cartelli della droga nel Nordest. Il punto chiave è questo: in Brasile, la giustizia non è mai stata un terreno neutro. Da quando il giudice Sergio Moro — ora ministro della Giustizia nel governo di Jair Bolsonaro — ha guidato le inchieste contro la corruzione (e di conseguenza contro il PT), l’uso strumentale delle indagini è