Brasilia, giovedì mattina. Il Palazzo della Corte suprema Federale brasiliana non è nuovo a tensioni istituzionali, ma la mossa giudiziaria registrata nelle ultime ore sposta il confronto su un piano diretto e personale tra i magistrati che reggono le sorti costituzionali del Paese. Secondo quanto emerge dai dispacci di agenzia diffusi da ANSA, il giudice Moraes avrebbe formalizzato un'accusa pesante contro il collega Mendonça, ravvisando nei suoi comportamenti illeciti penali precisi, definiti negli atti come forti indizi di abuso d'autorità e altre condotte contrarie al diritto. La richiesta depositata sul tavolo di Fachin non si limita a una contestazione verbale o a un rilievo di natura procedurale, ma sollecita l'apertura di provvedimenti concreti e sanzioni istituzionali contro lo stesso Mendonça. Nei sistemi giudiziari dell'America Latina, l'uso dei procedimenti interni per regolare i conflitti di competenza e di indirizzo politico-giudiziario all'interno delle Alte Corti rappresenta uno strumento estremo, solitamente riservato a momenti di frattura insanabile tra correnti contrapposte. La risposta formale di Fachin alla richiesta di Moraes delineerà i margini di manovra dell'istituzione di fronte a un'accusa mossa da un giudice apicale contro un suo parigrado, mentre gli apparati di Sicurezza e le cancellerie di Brasilia monitorano ogni singolo atto processuale depositato nelle segreterie della Corte.