la mancanza di un piano nazionale per la gestione dei disastri climatici, sottolineando che le infrastrutture idrauliche della capitale, costruite negli anni ’60, non sono più adeguate a fronteggiare eventi estremi. L’annuncio arriva dopo che il Cile ha registrato un aumento del 40% delle precipitazioni intense negli ultimi cinque anni, secondo i dati dell’Istituto di Meteorologia e Idrologia (IMHI). Boric, che aveva promesso durante la campagna elettorale di porre il paese al centro della lotta ai cambiamenti climatici, ha giustificato la mossa come una “misura preventiva” per evitare perdite umane, citando il caso del 2017, quando le alluvioni a Valparaíso causarono 33 vittime e danni per 2,8 miliardi di dollari. Il decreto, tuttavia, non include misure concrete per ridurre le emissioni industriali — responsabili del 60% delle emissioni nazionali — né per riformare il sistema di finanziamento pubblico alle energie fossili, che secondo l’ONG Sustentabilidad Chile riceve ogni anno 1,5 miliardi di dollari in sussidi. “Questo è un atto simbolico”, ha dichiarato la