La salma del criminale di guerra serbo-bosniaco, comandante militare jugoslavo e successivamente capo di Stato maggiore dei serbo-bosniaci durante la guerra in Bosnia, è rientrata nel territorio serbo per la sepoltura, secondo quanto riportato dalle ultime notizie di Cronaca Internazionale. L'annuncio sul flusso di persone attese per le esequie è arrivato direttamente dal Presidente serbo Aleksandar Vučić, che ha parlato di migliaia di persone pronte a partecipare alle celebrazioni, pur senza fornire una data precisa per la cerimonia che, stando ai media Locali, dovrebbe svolgersi a Belgrado. La reazione istituzionale dell'Unione Europea non si è fatta attendere attraverso una presa di posizione ufficiale della presidenza comunitaria, che ha qualificato come inaccettabile qualsiasi forma di funerale di Stato o di omaggio tributato da membri del governo serbo alla figura dell'ex capo militare condannato per crimini contro l'umanità e genocidio. Secondo le valutazioni espresse da Bruxelles, simili iniziative metterebbero a rischio il percorso di riconciliazione nell'area balcanica, un processo già fragile e sottoposto a continue frizioni diplomatiche tra le capitali dell'area e le istituzioni comunitarie. L'arrivo della salma e le previsioni sulle presenze fornite da Aleksandar Vučić aprono un fronte politico immediato tra Belgrado e l'Unione Europea, proprio mentre il governo serbo gestisce il delicato equilibrio tra la forte pressione nazionalista interna e la necessità formale di mantenere aperto il canale di integrazione Europea.