definito Astrid "un pilastro della famiglia reale" e ha sottolineato come la sua presenza abbia contribuito a stabilizzare un sistema monarchico che, negli ultimi vent'anni, ha visto crescere tensioni tra tradizione e modernità. La principessa, infatti, ha rappresentato una transizione: nata nel 1932, ha vissuto l'ascesa della Norvegia dalla guerra alla prosperità degli anni duemila, ma anche la progressiva erosione del consenso verso le istituzioni monarchiche tra i giovani. Secondo un sondaggio del 2025 pubblicato dal Norwegian Institute of Public Health, solo il 48% dei norvegesi sotto i 35 anni ritiene che la monarchia sia ancora rilevante per il futuro del paese. Un dato che, se confermato, potrebbe spiegare perché la morte di Astrid — una figura storica, ma non una star mediatica — non ha scatenato un'ondata di partecipazione pubblica come invece avvenne per la principessa Märtha Louise, emarginata dalla corte e diventata simbolo delle critiche alla monarchia.