energetica per il Paese”, ha dichiarato il ministro degli Esteri argentino, Diana Mondino, in un’intervista a Clarín lo scorso 15 ottobre. “Se il Regno Unito blocca l’accesso alle nostre risorse, l’Argentina dovrà affrontare una crisi energetica che già oggi fatica a gestire, con bollette elettriche che sono raddoppiate negli ultimi dodici mesi.” Il Tribunale, che ha sede nel porto di Amburgo, è l’unica istituzione internazionale competente a decidere controversie relative al diritto del mare secondo la Convenzione di Montego Bay del 1982. Tuttavia, la sua giurisdizione è spesso limitata: in passato, casi simili hanno portato a decisioni tecniche che non hanno risolto le dispute territoriali sottostanti. Nel 2015, ad esempio, l’ITLOS respinse una richiesta della Colombia contro la Nicaragua per la delimitazione delle acque, ma il conflitto persiste ancora oggi. Nel caso argentino-britannico, il nodo cruciale è se il Tribunale possa pronunciarsi sulla sovranità delle isole o se debba limitarsi a questioni di delimitazione marittima. Secondo il governo di Londra, avanzare una richiesta sul fondo marino senza prima risolvere la questione della sovranità sarebbe “un abuso di procedura”. La decisione dell’ITLOS avrà ripercussioni immediate sui piani energetici di entrambi i Paesi. L’Argentina, che ha recentemente siglato accordi con la Cina per l’estrazione di litio e con la Russia per l’acquisto di gas naturale, potrebbe vedere compromessi i propri