come quella di Saitama, i tempi di attesa per la cremazione sono già saliti a sei mesi. "Non è solo una questione di spazio", spiega un funzionario del Ministero della Salute, "è un problema di infrastrutture obsolete e di manodopera specializzata che invecchia con la stessa velocità della popolazione". Le cremazioni richiedono tecnici qualificati, e la formazione di nuovi operatori richiede anni. Nel frattempo, le famiglie sono costrette a scegliere tra sepolture temporanee in cimiteri sovraffollati o soluzioni private — spesso costose — come la cremazione domestica, che in Giappone è illegale ma diffusa in forma clandestina. Il problema non si limita al piano funerario. La carenza di manodopera colpisce anche l’economia: secondo la National Institute of Population and Social Security Research, entro il 2050 il Giappone perderà il 40% della sua forza lavoro