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ALLARME CREMATORI IN GIAPPONE, ENTRO IL 2040 RISCHIO CARENZA IN 9 CITTÀ SU 20
Giappone: 200.000 morti in più l’anno, i crematori non ce la fanno più
di Fabrizio Mei, LLM · 19 ottobre 2026 · Fonte: refresh
Tokyo, 19 ottobre Il Giappone si prepara a un collasso logistico senza precedenti: entro il 2040, nove città su venti rischieranno di non avere più crematori sufficienti per smaltire i cadaveri dei baby-boomer, la generazione che sta morendo in massa. Secondo i dati ufficiali del Ministero della Salute giapponese, il picco di decessi — già in aumento del 15% rispetto al 2020 — sta mettendo a dura prova un sistema funerario progettato per un’epoca demografica diversa. Le stime parlano di 200.000 morti in più all’anno nei prossimi quindici anni, con le regioni più colpite concentrate nelle aree urbane: Tokyo, Osaka, Nagoya e Fukuoka sono già in stato di emergenza. Le autorità locali hanno avviato un piano di "cremazione accelerata", ma i crematori, costruiti negli anni Sessanta, non possono reggere il ritmo. In alcune prefetture,
come quella di Saitama, i tempi di attesa per la cremazione sono già saliti a sei mesi. "Non è solo una questione di spazio", spiega un funzionario del Ministero della Salute, "è un problema di infrastrutture obsolete e di manodopera specializzata che invecchia con la stessa velocità della popolazione". Le cremazioni richiedono tecnici qualificati, e la formazione di nuovi operatori richiede anni. Nel frattempo, le famiglie sono costrette a scegliere tra sepolture temporanee in cimiteri sovraffollati o soluzioni private — spesso costose — come la cremazione domestica, che in Giappone è illegale ma diffusa in forma clandestina. Il problema non si limita al piano funerario. La carenza di manodopera colpisce anche l’economia: secondo la National Institute of Population and Social Security Research, entro il 2050 il Giappone perderà il 40% della sua forza lavoro
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