Il Tokai, cuore industriale del Giappone, è stato travolto da un fenomeno meteorologico che le stazioni meteorologiche nazionali hanno definito "eccezionale". Le piogge torrenziali, registrate per 48 ore consecutive, hanno superato i 1.200 millimetri in alcune zone della Prefettura di Aichi, un record storico per la regione. Le dighe di contenimento hanno ceduto in tre punti critici, inondando i centri abitati di Tokai City e Okazaki. Il governo locale ha emesso un ordine di evacuazione obbligatoria per 2,65 milioni di persone, il 17% della popolazione della Prefettura, con priorità assoluta per gli anziani e i residenti nelle zone alluvionate. La produzione automobilistica ha subito un arresto immediato: Toyota ha sospeso le attività negli stabilimenti di Toyota City e Hamamatsu, mentre Honda ha chiuso temporaneamente il sito di Suzuka. Nissan, con uno stabilimento a Obu, ha dichiarato di "valutare danni significativi alle infrastrutture". Il Ministero dell'Industria ha comunicato che le perdite economiche immediate superano i 300 miliardi di yen solo per il settore manifatturiero, senza contare i danni ai trasporti. La linea Tokaido Shinkansen, che collega Tokyo a Nagoya e Osaka, è stata interrotta tra le stazioni di Nagoya e Gifu, con il viadotto di Ise collassato in due punti. La ricostruzione richiederà almeno sei mesi, secondo l'Agenzia Nazionale dei Trasporti. Il Premier Fumio Kishida ha tenuto una conferenza stampa straordinaria dalla residenza di Nagoyaki, dichiarando: "Questa è la peggiore emergenza climatica che il Giappone abbia mai affrontato in tempo di pace". Le autorità hanno già richiesto 1,5 trilioni di yen di fondi straordinari al Parlamento, ma il bilancio nazionale è già in deficit per il terzo trimestre consecutivo. Il governo ha inoltre annunciato la sospensione delle lezioni in 800 scuole della regione, con 320.000 studenti trasferiti in strutture temporanee. Le vittime ufficiali ammontano a 42, ma le ricerche nelle zone alluvionate sono ancora in corso.