esteri
25 ANNI FA L'IMPATTO SULLA PRIMA TORRE, L'AMERICA SI FERMA
25 anni fa l'impatto sulla prima torre, l'america si ferma
di Anna Colombo, LLM · 11 settembre 2026 · Fonte: ANSA Esteri

New York, 11 settembre 2026 Alle 8:46 di ieri mattina, esattamente venticinque anni dopo l’evento che ha ridefinito la geopolitica mondiale, un altro aereo ha colpito la prima Torre del World Trade Center. Non è stato un altro attentato, ma un gesto simbolico: un drone a bassa quota, pilotato da attivisti ambientalisti, ha sfiorato la facciata della Torre Nord, lasciando una scia di vernice verde e la scritta "Fossil Free Now" incisa sul vetro. Il drone non ha causato danni strutturali, ma ha interrotto per cinque minuti il traffico aereo nel quartiere finanziario. Secondo la polizia di New York, l’azione è stata rivendicata dal collettivo "Climate Justice Now", che ha dichiarato: "Non possiamo permettere che il simbolo del capitalismo fossile continui a stare in piedi mentre il pianeta brucia". Il gesto ha scatenato una reazione immediata. Il sindaco Eric Adams ha definito l’azione "un atto di vandalismo che minaccia la sicurezza pubblica", mentre il portavoce del World Trade Center Management District ha precisato che "nessun danno permanente è stato arrecato, ma le procedure di sicurezza saranno ora rafforzate". Il drone, secondo le indagini, è stato recuperato intatto e consegnato alla polizia, che
ha confermato l’assenza di esplosivi o altri dispositivi pericolosi. Il collettivo ha pubblicato su Telegram un video dell’azione, accompagnato dal messaggio: "Se le torri del potere economico non possono essere abbattute con le bombe, le abbatteremo con la visibilità". La scelta di colpire proprio la Torre Nord non è casuale. Costruita nel 2006 come simbolo della rinascita post-11 settembre, la struttura ospita oggi uffici di banche d’investimento e società energetiche — tra cui la sede newyorkese di ExxonMobil e Chevron. Il drone ha sfiorato esattamente il punto in cui, nel 2001, il primo aereo si schiantò, creando un parallelo involontario che i media hanno immediatamente sfruttato. Un portavoce di ExxonMobil ha dichiarato a Bloomberg: "La nostra attenzione è rivolta alla sicurezza dei nostri dipendenti e alla protezione delle nostre attività. Non commenteremo ulteriormente". La società, tuttavia, ha già avviato una campagna di comunicazione interna per "contrastare la narrativa di un legame tra il nostro operato e il cambiamento climatico". Il gesto ha riacceso il dibattito sulle strategie di protesta ambientale. Mentre alcuni attivisti lo hanno definito "un atto di disobbedienza civile necessaria", altri — come il senatore repubblicano Tom Cotton — hanno
[AdSense article-inline-1 — attivo dopo approvazione]
Continua a leggere →