del lavoro mentre stiamo trasformando il nostro modello produttivo", ha dichiarato Blume in una nota interna, senza però fornire dettagli su come saranno ripartiti i risparmi tra ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica o, appunto, tagli al personale. I sindacati non hanno gradito. "Questa decisione è un attacco diretto ai diritti dei lavoratori", ha dichiarato Holger Schwannecke, segretario generale di Ig Metall, il sindacato più rappresentativo del settore automobilistico tedesco. "Blume sta giocando con il futuro dei nostri dipendenti, promettendo tagli e chiusure di stabilimenti mentre chiede loro di accettare stipendi congelati per anni. Non accetteremo questo ricatto". Le trattative tra il gruppo e i sindacati sono già in corso, ma gli esperti prevedono una battaglia lunga e aspro: Volkswagen ha già sperimentato resistenze simili in passato, come nel 2014 quando il congelamento degli stipendi per due anni scatenò proteste di massa e scioperi prolungati. La decisione del CdA arriva in un contesto di forte pressione sui margini di profitto del gruppo. Nonostante i record di vendite registrati negli ultimi anni, Volkswagen ha visto calare la redditività a causa degli investimenti massicci nella mobilità elettrica, che hanno pesato sui conti. Nel primo semestre del 2026, il margine operativo del gruppo è sceso al 6,5%, contro il 7,8% dello stesso