Secondo un'analisi diffusa da Wood Mackenzie il 2 settembre 2026, il provvedimento rischia di aggravare pesantemente la crisi delle catene di fornitura per il settore energetico negli Stati Uniti. L'ordine restrittivo firmato dalla Casa Bianca si abbatte su un comparto che già registra numeri critici prima dell'entrata in vigore del divieto commerciale. L'analisi della società di ricerca evidenzia che negli Stati Uniti il deficit di queste apparecchiature ad alta tensione raggiunge già il quindici per quanto riguarda i trasformatori, mentre per le sottostazioni la carenza si attesta all'otto percento. Il blocco delle forniture asiatiche colpisce direttamente i tempi di consegna e la disponibilità di materiale elettrico essenziale per il funzionamento e l'espansione della rete di distribuzione nazionale. Tra i soggetti industriali più esposti alle nuove restrizioni doganali e geopolitiche ci sono i centri dati, i cosiddetti data center, che in questi anni hanno fatto massiccio ricorso alle forniture provenienti dal mercato asiatico proprio per aggirare i colli di bottiglia produttivi interni e accorciare drasticamente i tempi di attesa per la messa in servizio delle nuove infrastrutture digitali ed energetiche.