TUTE SPAZIALI MADE IN ITALY: “I MIEI TESSUTI TRA LE STELLE”
Spacewear firma con la NASA: 50 milioni per le fibre che salveranno gli astronauti sulla Luna

Fibre italiane nello spazio: 50 milioni di euro per tessuti che resistono a 100 gradi e al vuoto Roma, 7 settembre 2026 Corinna Sperandini, amministratore delegato della startup bergamasca Spacewear, ha siglato con la NASA un contratto da 50 milioni di dollari per fornire le fibre tecniche che rivoluzioneranno le tute spaziali della prossima missione lunare Artemis III. I materiali, sviluppati in Italia con finanziamenti pubblici e investimenti privati, dovranno resistere a temperature estreme (fino a 100 gradi centigradi), al vuoto cosmico e alle radiazioni, garantendo al contempo flessibilità e leggerezza. Secondo il comunicato ufficiale della NASA, la scelta dei tessuti italiani è stata motivata dalla capacità di Spacewear di integrare "fibre interattive" che monitorano in tempo reale parametri vitali degli astronauti. Il progetto, avviato nel 2022 con un finanziamento di 12 milioni di euro del Ministero dello Sviluppo Economico, ha già portato alla creazione di 80 posti di lavoro a Bergamo e in Lombardia, tutti con contratti a tempo indeterminato. Il contratto con la NASA, che scade nel 2029, rappresenta un punto di svolta per il settore tessile italiano, tradizionalmente orientato verso la moda e l’arredamento. Mentre aziende come Prada e Max Mara investono in design e marketing, Spacewear ha puntato su ricerca applicata e partenariati internazionali, ottenendo
