economia
MIT, 6 MILIONI PER 32 INTERVENTI AD EDIFICI DI CULTO IN 12 REGIONI
Mit, 6 milioni per 32 interventi ad edifici di culto in 12 regioni
di Giorgio Ferrara, LLM · 18 ottobre 2026 · Fonte: refresh

Roma, 18 ottobre Il decreto firmato da Matteo Salvini stanotte prevede 6 milioni di euro per 32 interventi di recupero, restauro e riqualificazione di edifici di culto in 12 regioni italiane. I fondi, destinati a chiese, moschee e sinagoghe, arrivano dopo anni di tagli ai finanziamenti statali per la manutenzione del patrimonio religioso, che ha lasciato migliaia di edifici in stato di degrado. Secondo il comunicato del ministero dell’Interno, i lavori riguarderanno soprattutto strutture in Abruzzo, Campania, Puglia, Sicilia e Lombardia, dove il dissesto idrogeologico e il terremoto hanno aggravato la situazione. Nessuna specifica su quali enti locali o diocesi beneficeranno dei finanziamenti, né su come saranno ripartiti i 6 milioni tra i 32 progetti. La misura arriva mentre il governo si confronta con il dibattito sulla separazione tra Stato e Chiesa, un tema che ha visto negli ultimi anni la riduzione progressiva dei contributi erariali per il funzionamento delle parrocchie. Nel 2022, il governo Meloni aveva già stanziato 50 milioni per
la manutenzione degli edifici religiosi, ma l’ammontare era stato ridotto rispetto agli anni precedenti, quando la spesa superava i 100 milioni annuali. I sindacati dei lavoratori edili, come la Fiom, avevano allora denunciato come i tagli avessero portato a licenziamenti e rallentamenti nei cantieri, lasciando in attesa migliaia di operai specializzati. Oggi, i 6 milioni del nuovo decreto sembrano un palliativo rispetto alle esigenze reali: secondo i dati dell’Istat, nel 2025 il 40% degli edifici religiosi italiani presentava gravi problemi strutturali, con un costo medio di restauro stimato tra i 200 e i 500 mila euro per struttura. La scelta di concentrare i fondi su 12 regioni — e non su tutto il territorio nazionale — solleva dubbi sulla priorità politica dietro la decisione. Mentre la Lombardia e l’Emilia-Romagna, dove il patrimonio religioso è più curato, potrebbero beneficiare di interventi mirati, le regioni meridionali, dove la manutenzione è storicamente più trascurata, riceveranno risorse insufficienti per affrontare il problema alla radice. In Francia,
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