La proposta di un **tetto ai 60 euro/MWh** sul gas naturale è tornata al centro del dibattito governativo, scatenata dai record dei prezzi all’ingrosso — alimentati da tensioni geopolitiche e speculazione — che hanno reso urgente un intervento per evitare ulteriori aumenti. Secondo una nota interna circolata tra gli uffici tecnici del ministero dello Sviluppo economico, un intervento del genere potrebbe ridurre la spesa per i consumatori domestici, ma solo di tre centesimi al kilowattora. Il dato, ancora non confermato ufficialmente, è stato calcolato ipotizzando che il prezzo del gas rimanga bloccato al livello attuale per sei mesi. Tuttavia, il risparmio di **tre centesimi/kWh** sarebbe annullato dagli **oneri di sistema** (circa il 20% della bolletta media), che le utility potrebbero far lievitare per coprire costi di rete, incentivi ambientali e profitti nascosti. La misura, se varata, non sarebbe un intervento straordinario, ma una scelta pragmatica per evitare che il mercato si auto-regoli in modo disordinato. "Il governo preferisce **anticipare un intervento** piuttosto che attendere che il mercato si autoregoli, per evitare shock peggiori — anche se la misura non risolverebbe le cause strutturali del problema.", ha dichiarato un fonte vicina alle trattative, chiedendo l’anonimato. La nota tecnica sottolinea che, in assenza di un intervento pubblico, il prezzo del gas potrebbe salire ulteriormente nei prossimi mesi, soprattutto se le scorte europee dovessero ridursi a causa di un inverno rigido. In questo scenario, il tetto ai 60 euro/mWh sarebbe un modo per "controllare la volatilità" senza dover ricorrere a sussidi diretti, che avrebbero un impatto maggiore sulle finanze pubbliche. La questione, però, non è solo tecnica. Gli oneri di sistema — che già rappresentano una Quota significativa della bolletta (circa il 20% per un utenza domestica media) — potrebbero aumentare di alcuni centesimi al kWh se le compagnie energetiche decidessero di trasferire parte dei costi del tetto ai consumatori. Secondo i calcoli preliminari, l’aumento degli oneri potrebbe assorbire una parte del risparmio ottenuto dal tetto al gas, lasciando ai cittadini un beneficio netto vicino allo zero. Peggio ancora, se la misura venisse estesa anche ai grandi consumatori industriali, il rischio sarebbe quello di spingere le aziende a delocalizzare parte della produzione, come già successo in passato con le bollette energetiche troppo alte.