2020 hanno danneggiato o distrutto oltre 300 pozzi nella provincia di Udine, secondo i dati raccolti da Confindustria. I terremoti del 2020 hanno danneggiato o distrutto oltre 300 pozzi nella provincia di Udine, secondo i dati di Confindustria. Il problema va oltre le tubature rotte: la fragilizzazione delle falde acquifere rappresenta un danno invisibile ma irreversibile per settori chiave come agricoltura, allevamento e industrie che dipendono dall'acqua. Il comunicato non specifica quanti pozzi siano ancora inutilizzabili, ma basta un calcolo approssimativo per capire la portata del danno: ogni pozzo danneggiato richiede almeno 150.000 euro per essere riparato o sostituito, senza contare i costi di prospezione per trovare nuove falde. E qui entra in gioco il Patto di corresponsabilità: una formula già sperimentata per la ricostruzione edilizia, ma che ora Confindustria vuole estendere al sottosuolo. L’idea è semplice: lo Stato copre una parte dei costi (magari attraverso fondi europei o nazionali), le banche concedono finanziamenti agevolati alle imprese, e queste ultimi rimborsano con rate dilazionate. Il problema è che, come ha sottolineato Orsini in una telefonata con i giornalisti, "non esiste un fondo dedicato all’acqua sotterranea nel piano di ricostruzione". E senza acqua, non c’è produzione, non c’è lavoro, non c’è futuro. Il