Clima — approvato nel 2022 ma ancora in fase di attuazione — prevede investimenti per 12 miliardi di euro entro il 2030, una cifra che rappresenta appena lo 0,7% del PIL. Per confronto, la Germania ha stanziato il 2,3% del PIL (50 miliardi di euro) per misure di adattamento climatico, mentre la Francia investe oltre 20 miliardi annui in resilienza, combinando fondi pubblici e privati. La dichiarazione di Panetta arriva in un momento in cui il governo sta valutando come finanziare le prossime misure climatiche, tra cui il potenziamento delle reti idriche e la riduzione delle emissioni del settore agricolo. Il dibattito si è infiammato dopo che la Corte dei conti ha segnalato che, tra il 2020 e il 2025, tra il 2020 e il 2025, il 30% dei fondi europei per la transizione verde è stato impiegato in spese non climatiche (come riqualificazione scolastica o digitalizzazione PA), secondo la Corte dei conti, come la riqualificazione delle scuole o la digitalizzazione delle PA. In altre parole, i soldi per affrontare l’emergenza climatica sono stati diluiti in spese meno prioritarie, mentre le regioni più colpite da siccità e alluvioni — come la Lombardia e la Campania — chiedono interventi urgenti. Panetta