continue modifiche che lo rendono obsoleto ogni anno. Il problema non è solo la scarsa diffusione. È che TrovaTU non risolve il vero nodo del fisco italiano: la complessità non è un bug da correggere, è un modello di business. Ogni volta che il governo promette di semplificare, le banche, gli studi legali e i commercialisti guadagnano: perché un contribuente che non capisce il sistema paga qualcuno che lo capisca al suo posto. E quel “qualcuno” sono spesso gli stessi che hanno interesse a mantenere il caos. Il MEF, nel comunicato, parla di “innovazione digitale”, ma i numeri parlano chiaro: se TrovaTU fosse davvero utile, non sarebbe un segreto di Stato riservato ai tecnici. Invece è un altro esempio di come l’Italia spenda milioni per soluzioni che nessuno usa, mentre i contribuenti pagano bollette, sanzioni e consulenze per decifrare norme che dovrebbero essere chiare. Roma, 19 ottobre Il motore di ricerca TrovaTU nasce dall’esigenza di unificare i 440 provvedimenti fiscali italiani, molti dei quali si sovrappongono o si contraddicono, creando un pasticcio normativo