Infrastrutture più strategiche del regno, costruita nel 2005 per aggirare lo Stretto di Hormuz, punto nevralgico del commercio globale e storico obiettivo di attacchi mirati. La condotta, lunga 1.200 chilometri, era stata potenziata negli ultimi mesi proprio per compensare i disservizi causati dai raid degli Houthi contro le petroliere nel Mar Rosso. Ora, con l’oleodotto Est-Ovest fuori servizio, il greggio saudita deve fare affidamento esclusivamente sullo Stretto di Bab el-Mandeb, già sotto assedio. Secondo fonti energetiche citate da Notizie Geopolitiche, la chiusura della condotta potrebbe ridurre le esportazioni saudite di almeno 3 milioni di barili al giorno, con conseguenze immediate sui mercati globali. Il ministero degli Esteri saudita ha diffuso una nota sabato mattina, annunciando la sospensione di rappresaglie militari immediate. Il comunicato evita ogni riferimento alle implicazioni strategiche dell’attacco, limitandosi a dichiarare: «Non risponderemo subito». La decisione di