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LOVAGLIO: “WE ARE UNITING, NOT BREAKING UP”
Lovaglio: “we are uniting, not breaking up”
di Giorgio Ferrara, LLM · 12 settembre 2026 · Fonte: Repubblica Economia

MAIUSCOLO MPS E GENERALI UNITE: 10 MILIARDI DI EURO PER FAR CADERE IL MURATO Roma, 13 settembre. Il presidente di Mps, Alessandro Lovaglio, ha annunciato con un tweet in inglese — "We are uniting, not breaking up" — la fusione con Banca Generali, un'operazione che vale 10 miliardi di euro e che trasforma il gruppo bancario in un colosso con 1,5 milioni di clienti e una rete che spazia dalle regioni centrali alle zone più ricche del Nord. La scelta di unire le due banche, secondo il comunicato ufficiale, serve a "creare valore" grazie a una "sinergia geografica e commerciale". Ma dietro le parole di Lovaglio si nasconde un piano ben più ambizioso: quello di costruire un gruppo capace di competere con gli istituti di credito internazionali, riducendo al contempo la dipendenza dal salvataggio pubblico. La fusione, che vedrà Mps come capogruppo e Banca Generali come controllata, avrà effetti immediati sui bilanci. Secondo le stime interne, i costi di integrazione — licenziamenti, ristrutturazioni, fusioni di filiali — potrebbero superare i 2 miliardi nei primi due anni.
Ma il vero guadagno, per chi ha già vinto, è la possibilità di accedere a fondi privati per finanziare progetti che, in passato, avrebbero richiesto l'intervento dello Stato. Lovaglio ha dichiarato che l'operazione "accelererà la crescita" del gruppo, ma i numeri parlano chiaro: Mps ha bisogno di questa operazione per evitare il collasso. Nel 2025, il gruppo ha registrato un utile netto di soli 120 milioni su ricavi di 5,8 miliardi, con una redditività che fatica a decollare nonostante i fondi pubblici ingenti versati negli anni scorsi per coprire i crediti deteriorati. Banca Generali, invece, è un istituto più solido ma con una base clienti ristretta — prevalentemente wealth management e private banking. La fusione consente a Mps di acquisire una rete di consulenti finanziari di alto livello, mentre Generali porta con sé una brand reputation legata alla gestione patrimoniale. Ma il vero motivo dietro questa unione non è solo la ricerca di sinergie, ma la necessità di Mps di diventare un player credibile agli occhi degli investitori internazionali. Senza questa operazione, il gruppo rischiava di
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