La proposta, che delinea un intervento coordinato a livello di Unione Europea, punta a fornire agli Stati membri uno strumento univoco per affrontare la crisi dell'accessibilità immobiliare. Stando a quanto riportato nel documento, la classificazione di un'area come zona sotto stress abitativo scatterà nel momento in cui il citato rapporto prezzo-reddito supererà il valore soglia di otto. Questo parametro è stato individuato come indicatore critico per misurare la distanza tra il costo reale degli immobili e la capacità di spesa dei cittadini. L'obiettivo dichiarato della Commissione Europea è quello di armonizzare le politiche di contenimento del mercato degli Affitti brevi, un settore che ha visto una crescita esponenziale negli ultimi anni e che, secondo i tecnici di Bruxelles, contribuisce a ridurre l'offerta di alloggi destinati ai residenti. La norma, una volta definita nel dettaglio tecnico, permetterà alle autorità competenti di intervenire nelle città dove il costo della casa è diventato insostenibile per la popolazione locale. Il criterio del rapporto prezzo-reddito, fissato alla cifra di otto, funge da spartiacque matematico per legittimare restrizioni amministrative mirate. L'impostazione di questo limite mira a evitare la dispersione di iniziative locali frammentate, creando una cornice normativa comune basata esclusivamente su dati statistici oggettivi. La Bozza, analizzata dall'agenzia di stampa ANSA, specifica che tale soglia non è indicativa, ma costituisce il pilastro su cui poggerà l'intera architettura regolatoria che Bruxelles intende sottoporre agli Stati membri per contrastare la pressione speculativa sul patrimonio abitativo urbano.